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“THE
SWIMMERS QUARTET”
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Alzek Misheff- Lightning II
Maurizio Barbetti-viola
Rocco Parisi- clarinetto basso
Riccardo Sinigaglia - pianoforte
“The swimmers quartet” non concede
bis semplicemente perché non ha un repertorio.
Per chi sceglie l’improvvisazione, è
una condanna e un privilegio.
Ascoltare. Un suono, un secondo
suono. Improvvisamente una melodia, una dissonanza,
o un accordo lungo. Fare ascoltare agli altri
quello che accade. Lontani dalle intonazioni
jazz, nulla si sa prima, come iniziare, nessuno
sa quando si dovrà finire.
E si finisce, come finisce un atto d’amore.
E ’stata completata la logica di una irripetibile
“verità del sentimento”.
Di quel tempo, di quel percorso.
Per unire le anime e gli strumenti ci vuole
prima una storia. Non basta un titolo. Va raccontata
dietro le quinte, appena prima di uscire. Può
essere detta al pubblico in sala. E’ una
nebbia o un vapore, una materia narrativa per
sapere dove stare e per iniziare lentamente
a svelare la forma che veste l’andamento.
Come esperti nuotatori i virtuosi si rilassano
per aumentare di velocità con una infinita
resistenza senza tempo. Si possono attraversare
oceani e nella metafora l’inverosimile
diventa realtà. Di musica non scritta
ma vissuta.
Forse vi è qualche cosa del pensiero
di John Cage, ma vi è anche la voglia
di guardare indietro, molto indietro. Mi piace
pensare alla nativa Tracia, alle montagne antiche
dove il sommo musicista ha trovato e ha perso
la sua Eco. Nella oscillazione tra prima e dopo
/e non voltarsi mai/ si esprimono la musica
stessa, il tempo, il primo suono, la risposta,
e la scomparsa di tutto. Ma è accaduto
un evento emozionale, attraverso il quale tutti
noi ci riconosciamo.
Suonando ascolta gli altri che suonano. Loro
ti ascoltano.
Alzek Misheff
Acqui Terme, 21 agosto 2001
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